Lanonima - La saga dei sentimenti
Non so come stremata tu resisti in questo lago d'indifferenza ch'è il tuo cuore
E. Montale
Emozione.
“Movimento straordinario che agita il corpo e lo spirito, e che ne turba il temperamento o l'equilibrio”.
“Ogni agitazione o turbamento della mente, sentimento, passione: ogni stato mentale violento o eccitato”. Questo da un punto di vista biologico e psicologico. Tutto si complica quando entriamo nella complessitá degli affetti umani e cerchiamo di dare loro una classificazione rigorosa come quella scientifica.
Ci sono emozioni che spaventano, emozioni che entusiasmano. Ci sono emozioni troppo forti da sopportare, altre che vedi crescere poco a poco e che coltivi perchè non svaniscano. È sempre stato cosí, o almeno ci piace pensare que si tratti di una di quelle poche cose che non cambiano con il trascorrere del tempo e i cambiamenti della societá. Tuttavia non è del tutto vero. Se non cambiano i sentimenti sí che puó cambiare la maniera di esprimerli, o meglio il modo socialmente e culturalmente acettato di esprimerli.
Pubblico/privato, dentro/fuori, individuo/comunitá. La dicotomia che forse meglio racconta la nostra epoca contemporanea non si riferisce solo alla maniera di vivere lo spazio pubblico della nostra quotidianitá (cfr. in questo número “Tempo di festaval”) ma anche e soprattutto il modo in cui impostiamo le relazioni personali ed esprimiamo le nostre emozioni.
Nel corso del XX secolo abbiamo assistito a varie “rivoluzioni” sul piano della cultura delle emozioni, nel modo di esprimere in pubblico i propri sentimenti o le convenzioni che regolano le relazioni sociali.
Come sostiene Eva Llouz nel suo libro "Intimidades congeladas, las emociones en el capitalismo", l’immagine del capitalismo come opposto ai sentimenti, freddo e contrario alle relazioni emozionali è un luogo comunque que non regge un’analisi piú profonda. Certo, puó sembrare cinico parlare in questo modo di sentimenti, ma non ci sembra del tutto infondato sostenere che il capitalismo abbia favorito lo sviluppo di una nuova cultura dell’affettivitá. Fateci caso, i discorsi emozionali ed economici sembrano configurarsi reciprocamente: le relazioni intime si definiscono sempre piú sulla base di modelli economici e politici di negoziazione e intercambio, cosí come le relazioni economiche acquisiscono sempre piú un carattere profondamente emozionale. Il sistema economico dominante sembra aver trasformato le emozioni in merce, e lo si vede in diversi aspetti visibili della nostra vita sociale, dalla letteratura di auto-aiuto alle riviste femminili, dalle nuove forme di socializzazione via Internet fino al limite estremo dei programmmi televisivi per cuori infranti.

Ma la rivoluzione forse piú grande, il vero “salto epocale” è quello che si è verificato con un altro periodo storico, un periodo in cui sono state fondate le basi della nostra educazione sentimentale, che ha esaltato l’importanza fondamentale delle passioni, dell’individualitá e della vita interiore: il Romanticismo.
La nostra epoca, questa era chiamata “dell’incertezza”, ha marcato una rottura rispetto al modo di vivere ed esprimere le emozioni. Si sono liquidati i luoghi dell’interioritá, si sono diffuminate le barriere tra ció que è pubblico e ció che è privato. Si stanno diluiendo, a diverse velocitá, i valori che ci hanno portato ad avere fede nell’amore e nei sentimenti elevati.
A questo si riferiscono Juan Carlos García e Fernando Hurtado con la loro ultima creazione, la prima a quattro mani. Perché De los afectos (interpretato dalle compagnie Lanonima Imperial e dalla Compañía Fernando Hurtado e prodotto espressamente per il Festival Grec ’08 di Barcellona) parla proprio di questo, “è la nostra maniera di mettere in scena questa sensazione di perdita, di intima desolazione di fronte all’apparizione della realtá come un immenso schermo televisivo, che ci lascia con l’impressione che la banalitá sia l’unico luogo possibile”.
Non c`è dubbio che la danza sia una delle modalitá espressive piú efficaci per parlare di emozioni, per renderle quasis tangibili e, al contempo, per suscitarle. Cosí De los afectos danza la perdita -se non del sentimento- di una maniera di vivere le passioni senza compromessi né mediazioni, mentre “una volta morto il sentimento, ció che ci resta è il sentimentalismo: un romanticismo furtivo, quasi consumato e privo di sostanza, che è sopravvisuto in una certa subcultura [...], negli angoli di adolescenza della nostra coscienza, nell’incessante pulsare di queste migliaia di leds che si accendono e scintillano”.
Con i danzatori sulla scena le emozioni prendono vita. I danzatori si incontrano, si amano, vengono allontanati, si incrociano; si attaccano disperatamente l’uno all’altro, si fanno del male, si separano. Sullo sfondo decine di schermi di televisori, tele dell’Ottocento che si strappano o prendono fuoco davanti ai nostri occhi e centinaia di leds scintillanti; incessante scandire dei nostri affetti.
Lanonima Imperial
(creata nel 1986 da Juan Carlos García) porta avanti da anni un lavoro sperimentale di investigazione sulle diverse forme di messa in scena. Con una solida traiettoria in Spagna e all’estero, le creazioni de Lanonima Imperial hanno viaggiato in oltre 25 paesi del mondo e sono state coprodotte da prestigiosi festival internazionali, tra i quali il festivla Oriente-Occidente di Rovereto.
La Compañía Fernando Hurtado nasce nel 2000 a Malaga per iniziativa del danzatore e coreografo Ferdinando Hurtado, che aveva giá partecipato nella fondazione de Lanonima Imperial. In tutte le sue creazioni originali, Hurtado scommette sulla diversitá, dalla rivisitazione di classici come Oscar Wild fino a includere musica eseguita dal vivo, sempre coltivando la collaborazione con altre compagnie internazionali.
