Pool è uno specchio d’acqua, una piscina, un aggregato, un biliardo, una pozzanghera…
L’arte è un linguaggio universale, con codici visivi e cognitivi leggibili da tutti indistintamente, al di là delle differenze e delle diversità etnico-culturali.
La vita artistica dipende spesso dalla situazione socio-politica di un paese. Alla presenza di guerre, soprusi, oppressioni la vita socio-politica si trasforma ad una velocità stordente, si agita di soprassalto, va verso una trasmutazione inevitabile, dove sentimenti di ottimismo e di pessimismo si succedono giorno dopo giorno, a ritmi accelerati. La vita artistica si muove di conseguenza. Se in tempi passati l’arte aveva ragione di esistere in presenza di una situazione economica favorevole, essendo considerata un lusso, e non una necessità, con il passare del tempo la situazione si è sempre più ribaltata, e l’arte diventa il mezzo per una profonda analisi dei disagi, del malessere interiore, delle costrizioni e delle oppressioni, facendo emergere la necessità di esprimere le sensazioni che ne derivano, in tutte le loro forme. Anche la scrittura si evolve verso nuovi punti di vista narrativi, e diventa la traduzione verbale di sensazioni grezze, incontaminate. Il potere della parola ha un posto sempre più importante in una società dove uno dei problemi principali è proprio la comunicazione, e la manipolazione della comunicazione.
Questa rivista nasce con l’intento di rilanciare il valore, la qualità e il ruolo dell’arte oggi, quale potente canale di comunicazione dell’incomunicabile, per riaffermare l’indispensabilità dell’arte.
