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Pool  è uno specchio d’acqua, una piscina, un aggregato, un biliardo, una pozzanghera…

L’arte è un linguaggio universale, con codici visivi e cognitivi leggibili da tutti indistintamente, al di là delle differenze e delle diversità etnico-culturali.

La vita artistica dipende spesso dalla situazione socio-politica di un paese. Alla presenza di guerre, soprusi, oppressioni la vita socio-politica si trasforma ad una velocità stordente, si agita di soprassalto, va verso una trasmutazione inevitabile, dove sentimenti di ottimismo e di pessimismo si succedono giorno dopo giorno, a ritmi accelerati. La vita artistica si muove di conseguenza. Se in tempi passati l’arte aveva ragione di esistere in presenza di una situazione economica favorevole, essendo considerata un lusso, e non una necessità, con il passare del tempo la situazione si è sempre più ribaltata, e l’arte diventa il mezzo per una profonda analisi dei disagi, del malessere interiore, delle costrizioni e delle oppressioni, facendo emergere la necessità di esprimere le sensazioni che ne derivano, in tutte le loro forme. Anche la scrittura si evolve verso nuovi punti di vista narrativi, e diventa la traduzione verbale di sensazioni grezze, incontaminate. Il potere della parola ha un posto sempre più importante in una società dove uno dei problemi principali è proprio la comunicazione, e la manipolazione della comunicazione.

Questa rivista nasce con l’intento di rilanciare il valore, la qualità e il ruolo dell’arte oggi, quale potente canale di comunicazione dell’incomunicabile, per riaffermare l’indispensabilità dell’arte.

In questo numero

L'arte contestuale, ovvero, l'arte come strategia di sopravvivenza in un contesto sociale o storico ostile, che attiva i più svariati processi di comunicazione. Abbiamo tentato di analizzare questo aspetto attraverso alcuni personaggi del panorama artistico contemporaneo. António Ole, artista visivo angolano che traduce in arte la dura realtà quotidiana di un popolo; Deepa Mehta, regista indiana che indaga su alcuni aspetti di una cultura affascinante ma non sempre al passo con i tempi; Mara Castilho, coreografa portoghese che realizza lavori al confine tra danza, teatro e arti visive, incentrati su tematiche sociali, spesso servendosi di materiale documentaristico originale; Mihai Mircea Butcovan, scrittore romeno italianizzato che ci offre in chiave ironica una riuscita lettura dei nostri tempi; l'ineguagliabile Tom Waits e i suoi sempre nuovi mondi paralleli per la sezione musica; mentre la sezione Profili è dedicata al fotogiornalismo: Li Zhensheng, fotografo della rivoluzione culturale cinese, testimone di un periodo storico ancora poco conosciuto, e Viola Berlanda, fotografa italiana che evidenzia aspetti sociali, partendo dall'intimo delle persone. Infine, un autoscatto su Marrakech, per il Focus di questo numero.

il prossimo numero sarà online il 15/06/2007      
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